Leggi e Regolamenti

Il Testo Unico della Legge di Pubblica Sicurezza, (T.U.L.P.S.)

la legge n.110 del 18 Aprile 1975; legge n. 85 del 25 Maggio 1986 e loro successive modificazioni, sono le leggi che regolamentano le armi in Italia.


Legge n. 110 del 18 Aprile 1975,

Distingue quali sono le armi comuni che il singolo Cittadino può acquistare, istituisce inoltre il Catalogo Nazionale delle Armi, armi che devono aver punzonato oltre al numero di matricola, anche il numero di registrazione del predetto Catalogo. Disciplina, inoltre, l’acquisto e la detenzione delle munizioni.


D. L. n. 112 del 31 Marzo 1998.

(Testo definitivo pubblicato nel supp. Ord. N. 96/L della G.U. n. 116 del 21 Maggio 1998), riordina e trasferisce ai Comuni il rilascio di talune licenze e autorizzazioni, in particolare all’art. 163, comma 2, lettera G. prevede il rilascio dell’autorizzazione di istruttore di tiro da parte del Sindaco del Comune in cui il poligono svolge l’attività e non più dal Prefetto come avveniva precedentemente

 

ACQUISTO E DETENZIONE

Ogni cittadino Italiano ha il diritto di acquistare e detenere delle armi se sussistono i seguenti requisiti:

– Integrità morale, (Accertata dal certificato penale o di buona condotta);

– Idoneità medica, psicofisica all’uso delle armi;

– Aver prestato servizio militare, o aver superato il corso di idoneità al maneggio delle armi in una sezione TSN;

– Possesso del nulla osta di acquisto e di detenzione (rilasciato dal Questore).

Dopo l’acquisto di un’arma, al più presto deve essere fatta una denuncia (in bollo) all’ufficio di P.S., in mancanza di questo al comando dei carabinieri, recante i dati anagrafici, tipo di arma, la marca, numero di matricola, numero di catalogo, dichiarazione di vendita dell’armeria o del proprietario qualora si è fatto l’acquisto da un privato.

L’arma deve essere detenuta nel domicilio indicato nella denuncia e deve essere custodita con la massima cura ubicandola in posti difficilmente raggiungibili, si rammenta che esistono responsabilità penali per custodia
negligente.

 

 

ARMI E LICENZE

Descrizione delle Armi.

Armi Comuni: Sono quelle armi che la commissione consultiva del catalogo Nazionale ha iscritto come tali o con la qualifica di sportive; in esse rientrano tutte le armi da difesa e qualche carabina di calibro 22.


Armi da Caccia: Sono tutti i fucili e carabine che per calibro rientrano nella legge quadro sulla caccia, pertanto sono da caccia tutte le armi lunghe con calibro superiore al 22 o 5,6 mm. o con bossolo superiore a 40 mm.

Armi Antiche e Rare: Sono tutte le armi costruite prima del 1890.

Armi sportive: Sono le armi che per caratteristiche tecniche si usano per lo sport del tiro a segno e per il tiro a volo. La qualifica viene data dalla commissione consultiva su richiesta del fabbricante l’importatore o del cittadino; l’arma con qualifica sportiva non può essere usata per l’esercizio
venatorio e nemmeno per difesa personale, è proibito l’uso e il porto fuori dal poligono o dal campo di tiro.

 

 

NUOVO REGOLAMENTO: LIBERALIZZAZIONE ARIA COMPRESSA

Con questo regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, relativo alla liberalizzazione delle armi ad aria compressa, con potenze inferiori a 7,5 J e ad avancarica sono considerate attrezzi sportivi e non necessitano di porto d’armi per l’acquisto, il trasporto o la detenzione.

 

DECRETO 9 agosto 2001, n. 362 Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 231 del 4/10/01

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche e integrazioni, con il quale e’ stato approvato il testo

unico delle leggi di pubblica sicurezza; Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale e’ stato approvato il regolamento per l’esecuzione del citato testo unico; Vista la legge 23 febbraio 1960, n. 186, e successive modifiche e integrazioni, concernente modifiche al regio decreto luogotenenziale 30 dicembre 1923, n. 3152, sulla obbligatorieta’ della punzonatura delle armi da fuoco portatili e successive modifiche ed integrazioni; Vista la legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modifiche e integrazioni, concernente norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi;

Vista la legge 21 febbraio 1990, n. 36, e successive modifiche e integrazioni, concernente nuove norme sulla detenzione delle armi, delle munizioni, degli esplosivi e dei congegni assimilati;

Visto l’articolo 11 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, concernente disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1999;

Visto l’articolo 27 della legge 29 dicembre 2000, n. 422, concernente disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2000;

Vista la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi; Considerato che, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, della citata legge n. 526/1999, occorre adottare, con regòlamento, una disciplina specifica dell’utilizzo delle armi ad aria compressa o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano

energia cinetica non superiore a 7,5 joule; Considerato che ai sensi dell’articolo 27 della citata legge n. 422/2000 le repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo, sono assoggettate, in quanto applicabile, alla disciplina vigente per le armi ad aria compressa o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili “erogano un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule”; Rilevata la necessita’ di definire con apposito regolamento ed in conformita’ ai criteri di cui al comma 5 del citato articolo 11, la compiuta disciplina delle armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule e delle repliche di armi antiche ad avancarica di modello anteriore al 1890 a colpo singolo, in conformita’ alle indicazioni contenute nelle citate leggi n. 526/1999 e n. 422/2000; Sentito il parere della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi nelle sedute del 12 settembre, 27 settembre, 5 ottobre, 9 novembre, 5 dicembre 2000, 15, 27 marzo e 4 aprile 2001;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione

Consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 4 giugno 2001;

Data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai

Sensi dell’articolo 17 della citata legge n. 400/1988, con nota n.

27-12/A-7 in data 19 luglio 2001;

Adotta il seguente regolamento:

Titolo Armi ad aria o a gas compressi con modesta capacita’ offensiva

Art. 1. Definizione

1. Le armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili sono dotati di un’energia cinetica, misurata

all’origine, non superiore a 7,5 joule, sono armi con modesta capacita’ offensiva non assimilate alle armi comuni da sparo.

2. Le armi di cui al comma i possono utilizzare esclusivamente il funzionamento semiautomatico od a ripetizione semplice ordinaria e sono destinate al lancio di pallini inerti non idonei a contenere o trasportare altre sostanze o materiali.

Art. 2. Verifica di conformità

1. La produzione e l’importazione delle armi di cui all’articolo i e’ subordinata alla preventiva verifica di conformita’ da parte della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi.

2. La verifica di conformita’ e’ effettuata sulla base dei disegni e delle caratteristiche indicate nella domanda ovvero sulla base dei prototipi ove ritenuto necessario.

3. La domanda succitata, conforme all’imposta di bollo, deve essere indirizzata al Ministero dell’interno, ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza – Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale, e deve contenere le indicazioni relative alle generalita’, se persona fisica e la ditta, la ragione o la denominazione sociale se impresa, del produttore e dell’importatore, il relativo domicilio o sede nonche’ le caratteristiche dell’arma, quali: tipo, denominazione, Stato o Stati in cui essa e’ prodotta o da cui e’ importata, calibro, numero delle canne e relativa lunghezza, lunghezza minima, sistema di funzionamento e ogni altra particolarita’ strutturale dell’arma. Il richiedente dovra’ precisare se intende produrre o importare l’arma, indicandone in quest’ultimo caso la fabbrica e lo Stato di provenienza.

4. Alla domanda devono essere allegate:

a) una relazione tecnica, corredata di disegni costruttivi e fotografie relativi all’arma ed alle parti di essa, con sottoscrizione autenticata del richiedente a norma dell’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre

2000, n. 445;

b) una certificazione dell’energia cinetica erogata, misurata all’origine, rilasciata dal Banco nazionale di prova di Gardone VaI Trompia, direttamente o a mezzo delle sue sezioni.

5. L’esibizione del prototipo o esemplare, ove ritenuto necessario, e’ effettuata a richiesta della Commissione. Nella domanda devono essere indicate le

generalita’ della persona incaricata dell’esibizione e del ritiro del prototipo o esemplare eventualmente richiesto.

6. Le risultanze della verifica di conformita’ sono comunicate al soggetto richiedente di cui al comma 3 entro il termine di 120 giorni a decorrere dalla data di ricezione della domanda.

7. Alla procedura di cui ai commi precedenti, fatta eccezione per quanto previsto al comma 4, lettera a), soggiace altresi’ chiunque detenga le armi di cui all’articolo i iscritte nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo ed intende avvalersi della normativa contenuta nel presente regolamento.

Art. 3. Immatricolazione

i. Sulle armi di cui all’articolo i devono essere impressi i segni identificativi previsti dall’articolo il, comma primo, della legge 18 aprile 1975, n. 110, fatta eccezione per il numero di iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.

Art. 4. Punzone di identificazione

i. Sulle armi di cui all’articolo i e’ apposto dal produttore o dall’importatore, dopo la verifica di conformita’, uno specifico

punzone, preventivamente depositato presso il Banco nazionale di prova, che ne certifica l’energia cinetica

entro il limite consentito; sulle armi con separato punzone e’ apposto il numero della verifica di conformita’ attribuito dal

Dipartimento della pubblica sicurezza.

2. I soggetti indicati all’articolo 2, comma 7, ivi compresi coloro che importano le armi per ragioni diverse dal commercio, devono chiedere l’apposizione dello specifico punzone da parte del Banco nazionale di prova.

Art. 5. Fabbricazione ed importazione

i. La fabbricazione e l’importazione delle armi di cui

all’articolo i sono soggette all’autorizzazione prevista dall’articolo 31 del regio decreto n. 773/1931. L’importazione e’ altresi’ soggetta al disposto di cui all’articolo 12, comma primo, della legge n. 110/1975.

2. Le domande dirette ad ottenere l’autorizzazione per fabbricare od importare devono contenere le indicazioni stabilite

dall’articolo 46 del regio decreto n. 635/1940.

Art. 6. Esportazione

1. Chiunque intende esportare le armi di cui all’articolo i deve dame preventivo avviso scritto al questore della provincia da cui le armi sono spedite.

2. L’avviso deve contenere l’indicazione del marchio o sigla, modello, calibro, matricola e numero delle armi oggetto

dell’esportazione.

3. Per la sola matricola e’ possibile effettuare l’avviso all’atto della spedizione.

4. Del ricevimento dell’avviso di cui ai commi 2 e 3 viene rilasciata ricevuta.

5. Se entro dieci giorni dal ricevimento dell’avviso di cui al comma 2 non intervengono provvedi menti dell ‘Autorita’ di pubblica

sicurezza l’esportazione si intende autorizzata.

Art. 7. Cessione

1. La cessione

per ragioni di commercio delle armi di cui all’articolo i e’consentita a coloro che sono titolari dell’autorizzazione di polizia per il commercio di armi, prevista dall’articolo 31 del regio decreto n. 773/1931.

2. I commercianti di armi provvedono all’annotazione nel registro delle operazioni giornaliere di cui all’articolo 35 del regio decreto n. 773/1931, con le modalita’ previste dall’articolo 54 del regio decreto n. 635/1940, dei seguenti elementi: data dell’operazione, persona o ditta con la quale l’operazione e’ compiuta, specie, contrassegni e quantita’ delle armi acquistate o vendute e modalita’ con le quali l’acquirente ha dimostrato la propria identita’ personale.

3. Le armi di cui all’articolo i possono essere acquistate da soggetti maggiorenni muniti di valido documento di riconoscimento.

4. Sono consentiti la cessione ed il comodato delle armi di cui all’articolo 1, purche’ avvengano con scrittura privata tra soggetti

maggiorenni. Non e’ necessaria la scrittura privata nel comodato a termine di durata non superiore a quarantotto ore.

5. La vendita per corrispondenza e’ regolata dal disposto dell’articolo 17 della legge n. 110/1975.

6. La vendita nelle aste pubbliche e’ consentita nel rispetto delle condizioni di cui ai commi 3 e 4.

7. E’ fatto divieto dell’affidamento a minori delle armi dì cui all’articolo i.

Art.8. Detenzione

i. La detenzione delle armi di cui all’articolo i non e’ sottoposta all’obbligo di denuncia previsto dall’articolo 38 del regio decreto n. 773/1931. Per tali armi non si applicano i limiti alla detenzione previsti per le armi comuni da sparo dall’articolo 10, comma sesto, della legge n. 110/1975.

Art. 9. Porto

1. Il porto delle armi di cui all’articolo i non e’ sottoposto ad autorizzazione dell’Autorita’ di pubblica sicurezza.

2. Le armi di cui al comma i non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo. Non possono, inoltre, essere portate in riunioni pubbliche.

3. L’utilizzo delle armi di cui al comma i e’ consentito esclusivamente a maggiori di eta’ o minori assistiti da soggetti

maggiorenni, fatta salva la deroga per il tiro a segno nazionale, in poligoni o luoghi privati non aperti al pubblico.

Art. 10. Trasporto

1. Il trasporto delle armi di cui all’articolo i deve essere effettuato usando la massima diligenza.

2. Le armi devono essere trasportate scariche, inserite in custodia.

Art. 11. Parti d’arma

1. Le parti delle armi di cui all’articolo i non si considerano parti di arma comune da sparo.

Titolo Il – Repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo

Art. 12. Definizione

i. Le repliche di armi antiche ad avancarica a colpo singolo di modello e/o tipologia anteriore al 1890 utilizzano per il funzionamento a fuoco

munizionamento costituito da polvere nera, od equivalente, palla o pallini di piombo, che vengono introdotti singolarmente nella canna dalla volata o dalla parte anteriore della camera di scoppio; esse sono dotate di un sistema di accensione a miccia e/o a pietra e/o a capsula e sono portatili.

Art. 13. Immatricolazione e verifica di funzionamento

i. Alle armi di cui all’articolo 12 si applicano le disposizioni dell’articolo 11 della legge n. 110/1975, commi primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, fatta eccezione del riferimento all’iscrizione nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, salvo quanto previsto dal successivo comma 3.

2. Il Banco nazionale di prova oltre agli adempimenti di cui all’articolo il della legge n. 110/1975, verifica che il funzionamento delle armi di cui al comma i sia conforme alle prescrizioni contenute nell’articolo 12; a tal fine, ove ritenuto necessario, puo’ avvalersi della consulenza dell’esperto di cui all’articolo 32, comma nono, della legge n. 110/1975.

3. I prototipi delle armi di cui al comma i prodotte all’estero, sono sottoposti a cura dell’importatore alla verifica di funzionamento da parte del Banco nazionale di prova, prevista dal comma 2. E’ vietata l’importazione di armi non conformi al prototipo sottoposto a verifica del Banco nazionale di prova.

4. Le armi di cui al comma i non sono sottoposte a verifica di conformita’ da parte della Commissione consultiva centrale per il

controllo delle armi.

Art. 14. Porto

1. Il porto delle armi di cui all’articolo 12 e’ sottoposto alla normativa vigente per le armi comuni da sparo.

Art. 15. Disposizioni applicabili

1. Per quanto non previsto nel presente titolo, trovano applicazione le disposizioni contenute negli articoli 5, 6, 7, 8, 10 e il.

Titolo III Infrazioni al regolamento

AmI. 16. Sanzioni

1. La violazione delle disposizioni del presente regolamento e’ soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento

della somma da L. 1.000.000 a L. 6.000.000.

2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli dal 17-bis al 17-sexies del regio decreto n. 773/1931.

3. Ai finì dell’applicazione dell’articolo 17-ter del regio decreto n. 773/1931, quando e’ accertata una violazione delle disposizioni contenute nel presente regolamento, il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo restando l’obbligo del rapporto previsto dall’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo, all’autorita’ competente al rilascio dell’autorizzazione o, se il fatto non concerne attivita’ soggette ad autorizzazione, al questore.

Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara‘ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti norma tivi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarloe di farlo osservare.

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